• giuseppe romanini
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Lunedì, 28 Luglio 2014 13:57

Romanini: rappresentare Parma e l’Emilia Romagna

Siederà su uno degli scranni della XIII Commissione Agricoltura Giuseppe Romanini che lascia il ruolo di Assessore provinciale alla Scuola, Cultura e Patrimonio per  la Camera dei Deputati dove andrà a sostituire Cecile Kyenghe ora Parlamentare europeo. Quella di Romanini è una storia di amministratore di lungo corso, assessore e poi sindaco a Collecchio e nell’altimo lustro assessore alla Provincia di Parma nonché presidente della Fondazione del Museo Guatelli.  

Perché ha chiesto e ottenuto di entrare a far parte della commissione agricoltura della Camera dei Deputati?

Una scelta non facile perché negli ultimi anni e in queste prime settimane al Parlamento mi sono occupato di Scuola e Cultura, ma esisteva un deficit di rappresentanza in Commissione Agricoltura, non solo per Parma ma per tutta l’Emilia Romagna. Una anomalia visto che il settore agricolo e quello agroindustriale sono strategici di questo nostro sistema economico. Il mio obiettivo è rappresentare bene questo valore: esperienza e saperi da valorizzare perché utili per tutto il Paese. Le prime tematiche affrontate hanno importanti ricadute locali, così come saranno impegnative le prossime scadenze che si intrecciano col semestre italiano di presidenza europea e col percorso di avvicinamento ad EXPO2015.

Quali sono i provvedimenti all'esame di queste prime settimane?

Ho partecipato alla fase conclusiva della legge sull’agricoltura sociale e della nuova legge sulla cooperazione internazionale. Ispirata alla coesione sociale, la prima definisce un sistema innovativo che coniuga esperienza e modelli agricoli con la sfera sociale dei servizi alla persona, rivolti in particolare a chi è più fragile.  Alla seconda abbiamo contribuito per il ruolo centrale che spesso il tema agricolo ha nei progetti di cooperazione.  Adesso stiamo proseguendo le audizioni sulla nuova legge sull’agricoltura biologica e del testo unificato delle proposte di legge sulla filiera corta. Segnalo anche lo strumento delle risuluzioni che impegnano il governo in interventi mirati a risolvere crisi di settore, come quella della frutta o della risicoltura italiana.

 

Cosa può portare l'attività della commissione, e nello specifico di un parlamentare parmigiano, all'agricoltura del nostro territorio?

I problemi  sono tanti, vedo che sono affrontati con continuità e in positivo raccordo con il ministro Martina. Se devo indicare un contributo originale e caratteristico del nostro sistema economico locale penso alla valorizzazione delle filiere. Un modo di pensare all’agricoltura che non si contrappone all’agroindustria, ma anzi trova in un rapporto dialettico con quest’ultima opportunità di sviluppo di mercati e di protezione e valorizzazione del made in Italy. 

 

Da sempre c'è molta sensibilità sul tema della riduzione della burocrazia che cosa è possibile fare?

E’ un tema che il Presidente del Consiglio ha posto come centrale e, per certi aspetti, sarà in aula alla Camera già questa settimana con il dl n. 90, il “Madia”. Le pratiche burocratiche in agricoltura sono tantissime, è vero, ma spesso dipendono da norme europee e hanno una ragione nel sistema di controlli, certificazioni, rendicontazioni necessari a una corretta ed equa distribuzione degli aiuti previsti dalla Pac. Non posso e non voglio proporre ricette, sono temi che saranno al centro dei primi approfondimenti e colloqui che intendo avere con le associazioni di rappresentanza del mondo agricolo locale.

Ultima modifica il Martedì, 29 Settembre 2015 11:49
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