• giuseppe romanini
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Lunedì, 23 Marzo 2015 14:14

Agricoltura: confronto sull’ Imu

Imu sui terreni montani, tassazione sui rifiuti per gli agriturismi e danni derivanti dalla fauna selvatica sono stati i temi al centro di un incontro promosso da Confagricoltura e Cia di Parma con il parlamentare Giuseppe Romanini – componente della Commissione Agricoltura alla Camera – e con i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Collecchio, Noceto, Salsomaggiore Terme, Traversetolo, Felino, Fornovo, Langhirano, Lesignano e Sala Baganza più direttamente interessante dagli sviluppi sul tema Imu, in particolare per territori montani, parzialmente montani ed aree svantaggiate.

L’incontro è stato richiesto da Confagricoltura e Cia di Parma all’indomani del voto della Camera sul discusso decreto Imu.

“Il provvedimento approvato è meno restrittivo della normativa precedente e introduce la completa esclusione dei comuni montani, per fondi condotti e non solo posseduti da coltivatori fino alla detrazione di 200 euro per le aree non montane svantaggiate – ha detto il deputato – l’impegno è arrivare a un successivo provvedimento, che contenga misure sempre più eque, come accaduto nel caso dell’abolizione dell’Imu sui fabbricati rurali”.

L’onorevole Romanini ha anche informato che è stato accolto un ordine del giorno - che riporta anche la sua firma – nel qualche si impegna il Governo a valutare l’opportunità “di istituire un gruppo di lavoro di cui facciano parte Mipaaf, Ministero dell’Economia e delle Finanze ed enti locali che, in tempi certi, definisca le zone svantaggiate – sia di collina che di montagna – tenendo conto dei parametri socio-economici, insediativi, pedo-climatici e infrastrutturali propri delle diverse aree del Paese”.

Nel ringraziare Romanini per l’impegno profuso le presidenti di Confagricoltura Parma Monica Venturini e Cia Parma Ilenia Rosi hanno però presentato altri gravi problemi che colpiscono il mondo agricolo. Tra questi la pesante tassazione sui rifiuti agricoli per gli agriturismi, la troppa burocrazia che toglie cento giornate lavorative ogni anno e la necessità di prevedere piani di controllo più efficaci per la fauna selvatica visto che gli ungulati stanno ormai causando danni anche nelle zone pianeggianti.

“Non c’è incontro – ha dichiarato la presidente di Confagricoltura Parma – durante il quale i nostri associati non facciano presente questo grave problema che deve diventare una priorità per individuare una soluzione efficace. Gli ungulati, così come le nutrie nelle zone della Bassa, complicano notevolmente l’attività degli imprenditori agricoli”.

Ultima modifica il Martedì, 29 Settembre 2015 11:31
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