• giuseppe romanini
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Mercoledì, 26 Novembre 2014 20:16

Romanini: perché ho votato il Jobs act

E’ un voto favorevole quello espresso ieri alla Camera dall’on. Giuseppe Romanini sul Job Act. Un voto giunto al termine di un confronto anche aspro, che ha coinvolto larghi strati della società italiana.

Non mi nascondo che il provvedimento, per il valore simbolico rappresentato principalmente dalla modifica della art. 18 dello statuto dei lavoratori, rappresenta uno snodo soprattutto in relazione alla storia della sinistra e del mondo del lavoro in Italia. Per questo la scelta di come votare non poteva essere motivata dalla disciplina e rispetto delle regole interne al Pd, alle quali pure attribuisco un valore. Ho ritenuto, come la gran parte dei miei colleghi, che il lavoro condotto dalla Commissione Lavoro, di cui fa parte anche la collega Maestri,  sia stato decisivo nel migliorare il testo presentato in aula. Ho creduto giusto rispettare l’impegno di quei miei colleghi ed anche valutato che nel complesso vi sono ora, dal mio punto di vista, più elementi di condivisione che di critica. Il tema del Lavoro è cruciale ed è quello più urgente per il futuro del Paese, lo vediamo anche a Parma nelle crisi aziendali aperte  – spiega Romanini  sottolineando gli aspetti che ha più condiviso:  la prevalenza del contratto a tempo indeterminato e l’introduzione di quello unico a tutele crescenti, la drastica riduzione delle tipologie contrattuali precarie,  il ripensamento degli ammortizzatori sociali, l’ampliamento della tutela della maternità anche per le lavoratrici dipendenti, parasubordinate e autonome,  l’incremento degli stanziamenti a copertura dei nuovi ammortizzatori.

La commissione Lavoro, in tempi più che celeri, ha approvato 37 importanti emendamenti. Fra i più significativi: la limitazione dell’ambito di applicazione delle modifiche dell’art. 18, l’estensione della reintegra dai licenziamenti discriminatori a quelli disciplinari per le fattispecie che saranno individuate da apposito decreto, la limitazione dei controlli che riguarderanno gli impianti e strumenti di lavoro e non i lavoratori, il sostegno alle cure parenterali. Il prossimo passaggio - conclude il deputato -  sarà quello inerente i decreti attuativi  e poi la legge di stabilità in cui tra le altre cose, si prevedono risorse per riformare il sistema degli ammortizzatori sociali”.

http://deputatipd.it/blog/jobs-act

Ultima modifica il Martedì, 29 Settembre 2015 11:40
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