• giuseppe romanini
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Giovedì, 01 Marzo 2018 10:31

Guido Campanini scrive ad alcuni amici e conoscenti in vista delle prossime elezioni

Ho ricevuto da Guido Campanini una lettera molto bella. Guido che fa il punto sulla situazione attuale del Paese con grande efficacia. La propongo a tutti voi per darle la diffusione che merita in vista del voto di domenica 4 marzo.

 

Giuseppe Romanini

Cari amici,

mi permetto di chiedervi di perdere cinque minuti per leggere questa lettera, scritta in vista delle imminenti elezioni politiche del 4 marzo, che sono particolarmente delicate. E richiedono a tutti un grande sforzo per capire la posta in palio.

Si dice che gli elettori, in Italia come in Europa, votino “con la pancia”. Ma noi vogliamo invece chiedervi di votare “con la testa”, ragionando sul passato, sul presente e sul futuro del nostro Paese, l’Italia.

 

COM’ERA L’ITALIA NEL 2011

 

Sette anni, nel 2011, fa, dopo quasi 10 anni di governo del centro-destra, tutti gli indici economici del nostro Paese erano in negativo.

Negativo era il PIL (Prodotto Interno Lordo, che misura la ricchezza di un Paese): ogni anno, per diversi anni, si è prodotto meno dell’anno precedente.

In grande ascesa era il debito pubblico, che dal 101% (rispetto al PIL) del 2008 (Governo Prodi) era schizzato al 133%. Conseguentemente, la differenza tra i tassi di interesse italiani e tedeschi (il cosiddetto spread) era salito oltre i 500 punti (erano una cinquantina nel 2008).

Calo della produzione, aumento del debito e dei tassi di interesse hanno provocato chiusura di aziende e disoccupazione. Questa era l’Italia nel 2011, dopo la “cura Berlusconi”.

 

COM’E’ L’ITALIA NEL 2018

 

Oggi invece, grazie all’azione dei Governi a guida PD (Letta, Renzi, Gentiloni), tutti gli indici sono completamente mutati.

Il PIL viaggia ben oltre le previsioni; il debito pubblico è cominciato finalmente a scendere; i tassi di interesse sono tornati a livelli ragionevoli e sostenibili; oltre un milione di persone (di cui quasi seicentomila con contratti a tempo indeterminato) ha trovato o ritrovato il lavoro.

Le aziende hanno ripreso ad assumere, anche se forse non se ne parla molto. Il turismo è di nuovo un grande volano per la nostra economia; la riforma Franceschini ha fatto aumentare in modo considerevole l’afflusso di turisti nei nostri Musei, grandi e piccoli, con tutto l’indotto che ne deriva; l’EXPO di Milano del 2015 è stato un successo mondiale.

In molti altri settori le riforme volute dai Governi Renzi e Gentiloni stanno cominciando a produrre effetti: la riforma delle banche popolari, per evitare il ripetersi di “crac” bancari come quelli delle banche venete, emiliane o toscane; la riforma del “terzo settore”, ossia del variegato mondo del volontariato e delle imprese sociali, che attraggono occupazione spesso qualificata; i cambiamenti in atto nella scuola; la legge sul “dopo di noi” per le famiglie con persone disabili; la legge sulle unioni civili e sul biotestamento; il bonus di 500 euro a tutti diciottenni, da spendere in cultura (libri, concetti, musei…)

 

IL PROSSIMO FUTURO

 

Il percorso riformatore non può e non deve essere interrotto, se vogliamo rimanere agganciati alla ripresa economica e se vogliamo rimanere fra i Paesi di testa dell’Unione europea – perché la maggior parte dei problemi può essere risolta solo a livello sovranazionalE, checché ne dicano Salvini e Di Maio.

La questione dell’immigrazione è finalmente diventata un problema europeo, con il superamento del trattato di Dublino (firmato da Berlusconi) e la conseguente responsabilizzazione di altri Paesi mediterranei. Salvare vite umane è un dovere per tutti, ma agire nei Paesi di origine e interrompere “il traffico di carne umana” è anch’esso un dovere per tutti. Il Governo italiano si è mosso con il necessario equilibrio a livello internazionale sia per salvare vite umane, sia per ridurre i viaggi nel Mediterraneo, che stava diventando un immenso cimitero di vittime innocenti.

La questione fiscale. Il centrodestra fa sempre campagna elettorale sulla riduzione delle tasse, ma quando era al Governo non ha realizzato quanto promesso. Oggi Berlusconi predica l’aliquota fiscale unica: ma quando fu alla guida del Paese (dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2011), perché non lo fece? Semplicemente perché è impossibile dare seguito a promesse irrealizzabili. I governi di centrosinistra hanno invece già ridotto la pressione fiscale, specie per i ceti medi (i famosi 80 euro sono l’aspetto più noto di tale politica), e intendono continuare su questa strada: ad esempio favorendo le famiglie con figli e la natalità – con un bonus mensile per ogni figlio fino ai 18 anni di età.

 

PERCHE’ VOTARE PER IL CENTROSINISTRA, PERCHE’ SCEGLIERE IL PD

 

  • Per non interrompere un faticoso percorso riformatore e non tornare al 2011;

  • per dare continuità all’azione riformatrice dei Governi Renzi e Gentiloni;

  • per non mandare il Paese all’avventura, isolato in Europa e nel mondo, come i leader degli schieramenti avversari (Salvini e Di Maio) vanno di fatto predicando da anni con slogan facili a dirsi, ma impossibili e realizzarsi;

  • per continuare la battaglia a favore dell’inclusione sociale, cominciata con l’approvazione del reddito di inclusione per combattere la povertà

 

Infine, votare PD e centrosinistra è scegliere nei nostri collegi candidati validi, onesti e competenti. Giuseppe Romanini nel collegio di Fidenza alla Camera e Paola Gazzolo nel collegio di Piacenza-Fidenza al Senato hanno dimostrato sul campo – l’uno come parlamentare uscente, l’altra come assessora regionale – di essere persone che sanno far seguire, alle parole, molti fatti concreti.

 

Guido Campanini

 

 

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