• giuseppe romanini
  • giuseppe romanini
  • giuseppe romanini
Martedì, 31 Ottobre 2017 14:40

Allevamento. Romanini e Lori (PD): “Fare chiarezza sulla normativa per la decornazione”

Il deputato e la consigliera regionale PD interrogano il Governo e la Giunta Regionale 

 “Riteniamo necessario che il Governo e, in seguito, la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna si facciano promotori di un chiarimento interpretativo che consenta di superare le incertezze in cui operano gli allevatori e i servizi veterinari in merito alla possibilità di autorizzare operazioni di decornazione delle specie bovine della filiera biologica della carne, del latte e delle produzione DOP tra le quali quella del Parmigiano Reggiano”. 

Questa la richiesta che il deputato Giuseppe Romanini e la consigliera dell’Emilia Romagna, Barbara Lori, hanno formulato rispettivamente al Governo e alla Giunta Regionale, raccogliendo le sollecitazioni delle organizzazioni agricole e degli allevatori. 

“Il Regolamento (CE) n. 889/2008 ammette la possibilità, per le autorità competenti, di autorizzate ‘caso per caso’ le operazioni di decornazione per motivi di sicurezza degli animali o degli operatori, al fine di migliorare la salute, il benessere e le condizioni di igiene” – hanno spiegato – “tuttavia la condizione ‘caso per caso’ è causa di difforme applicazione della normativa a livello nazionale tanto da determinare una situazione di obiettiva incertezza per gli allevatori i quali, per la mancata autorizzazione, rischiano di vedersi sospendere la certificazione di produzione con metodo biologico”.

“Gli interventi di cauterizzazione degli abbozzi corneali sono necessari per contingenti ragioni di sicurezza per gli animali (che rischiano di ferirsi tra loro e sviluppare comportamenti aggressivi, contrari alle condizioni di miglior benessere) ma anche per gli operatori interni ed esterni agli allevamenti. Inoltre le attuali strutture di ricovero per gli animali non risultano idonee alla presenza di animali con le corna, tanto più nei territori montani svantaggiati dove, invece, si è andato instaurando un circolo virtuoso per la filiera biologica agricola e zootecnica. 

“Per questo” – hanno concluso Romanini e Lori - “è necessario un chiarimento che chiarisca che il ‘caso per caso’ sia inteso non ‘animale per animale’ ma per gruppo omogeneo di animali, per tipologia di allevamento aziendale ovvero con riferimento alla specifica filiera della carne e del latte biologico, al fine di scongiurare danni economici ed appesantimenti alle aziende agricole biologiche”.

 

Joomla SEF URLs by Artio