• giuseppe romanini
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Martedì, 07 Ottobre 2014 19:16

Rifiuti: la battaglia dei deputati Maestri e Romanini

Farsi interpreti della volontà espressa dal territorio”. Questo l’obiettivo dei parlamentari Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini impegnati in Parlamento sulla modifica dell’articolo 35 dello Sblocca Italia, la norma con la quale è resa possibile la libera circolazione dei rifiuti e che incrementa il carico termico degli impianti esistenti. La Commissione Ambiente  della Camera, che ha esaminato il blocco degli emendamenti al decreto legge presentati la settimana scorsa, ha dichiarato ammissibili quelli proposti dai due parlamentari di Parma.

“ Il nostro lavoro è stato quello di predisporre più testi in modo da avere più chances di incidere sul cambiamento dell’articolo in questione e tutti sono stati dichiarati ammissibili dalla Commissione – spiega Maestri Ora ci prepariamo al voto nell’aula. Nel caso l’emendamento soppressivo dell’art 35 non ottenga la maggioranza, abbiamo presentato anche delle ipotesi subordinate per salvaguardare il più possibile territori come il nostro che hanno un impianto di ultima generazione avviato di recente”.

“ Per me è una battaglia di coerenza  – aggiunge Romanini – Come assessore provinciale ho da sempre condiviso la posizione della Provincia di Parma che con atti propri sia di Giunta che di Consiglio ha limitato il bacino di provenienza dei rifiuti per l’impianto di Ugozzolo a quello provinciale.  Dall’avvio del Paip in tutte le sedi abbiamo sostenuto la nostra contrarietà allo smaltimento di rifiuti provenienti da altri territori”.

L’iniziativa di Maestri e Romanini, oltre a mirare alla cancellazione tout court dell’articolo in questione, negli emendamenti presentati propone diverse modifiche della norma finalizzate a vincolare l’assenso allo smaltimento all’accordo  con le Regioni e le Province. Oltre a ciò il fatto che deve essere data priorità al trattamento dei rifiuti urbani prodotti nel territorio provinciale e regionale in cui ha sede l’impianto.

Un emendamento affronta anche il caso in cui non si riesca ad impedire lo smaltimento dei rifiuti urbani prodotti in bacini esterni rispetto a quello originario di pianificazione degli impianti. Facendosi carico, le comunità dove gli impianti sono insediati, di una emergenza nazionale, in deroga alle regole vigenti, è necessario prevedere  – concludono i Parlamentari  - da parte dei proprietari o gestori degli impianti almeno compensazioni ambientali ed economiche destinate alle popolazioni del bacino interessato”.

Ultima modifica il Martedì, 29 Settembre 2015 11:49
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