• giuseppe romanini
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Venerdì, 26 Settembre 2014 18:54

Dissesto e Viabilità : il governo intervenga

Destinare con urgenza risorse alla difesa del suolo delle aree dell’Appennino Parmense più colpite dal dissesto, escludere dal patto di stabilità 2014 e 2015 i finanziamenti e le spese sostenute dai Comuni e dalla Provincia di Parma per le opere di ripristino e prevenzione del rischio idrogeologico, finanziare le misure per la ricostruzione contenute nel piano presentato da Provincia e Regione. E’ la richiesta che Giuseppe Romanini insieme alla collega Patrizia Maestri ha presentato al Governo interessando i tre Ministeri coinvolti: quello alle Infrastrutture, Ambiente, Economia e Finanze.

“Dopo i ripetuti appelli sulla gravità della situazione lanciati anche di recente anche dal Presidente della Provincia e dall’assessore alla Viabilità riferiti all’impossibilità dell’Ente di far fronte ai danni da frane e sulla viabilità, ho ritenuto di coinvolgere il Governo con una interrogazione firmata anche dalla collega Maestri – spiega Romanini Servono misure urgenti per garantire che la Provincia di Parma sia posta nelle condizioni di poter svolgere gli obblighi istituzionali e le funzioni che fra l’altro sono state confermate anche per il nuovo ente di secondo grado che sta nascendo”.

Nell’interrogazione Romanini ripercorre le emergenze che il Parmense ha subito in particolare negli ultimi 4 anni: i nubifragi nella bassa Ovest del 2010 e l’esondazione dello Scodogno a Sala Baganza nel 2011 fino alla stagione delle grandi frane di Sauna e Capriglio del 2013.

“La Provincia ha presentato un piano di interventi al Ministero dell’Ambiente, che però non è mai stato finanziato – continua Romaninie ha continuato a ricercare risorse per tamponare le emergenze ma ora la situazione è tale da mettere in dubbio la rimozione della neve dalle strade” 

“Solo nel periodo dicembre 2013- marzo 2014 – cita l’interrogazione presentata -  le persistenti piogge hanno provocato danni per complessivi circa 100 milioni di euro e in particolare nell’Appennino Parmense esistono nuclei familiari senza casa. Ad oggi sono 6 le provinciali chiuse, 35 le strade con tratti con senso unico alternato o restringimento di careggiata. 131 gli interventi urgenti necessari per un ammontare di 18.595.700”.

Una situazione, quella della Provincia di Parma non isolata: “stante i ripetuti appelli delle istituzioni, singole o delle loro associazioni, è la maggioranza delle Provincie che versa in difficili condizioni economiche in una fase resa ancor più problematica dalla  trasformazione in enti di secondo grado, fase non del tutto definita dai decreti attuativi”.

Queste le iniziative specifiche che vengono indicate nell’interrogazione:  destinare con urgenza alla difesa del suolo delle aree Parmensi quota a parte delle risorse del Fondo per le Politiche di coesione per interventi di messa in sicurezza del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico (art. 1, comma 7, legge n. 147/2013); di emanare specifiche direttive, sulla base della analitica ricognizione dei danni presentata dalla Regione Emilia Romagna, per attuare le prime misure per la ricostruzione, così come indica la legge (art. 5 della legge 215/1992 , e successiva legge 119/2013); escludere dal patto di stabilità interno relativo agli anni 2014 e 2015 le risorse provenienti dallo Stato  e dalla Regione e le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute dai Comuni e dalla Provincia di Parma per far fronte alle conseguenti opere di ripristino, prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico.

Ultima modifica il Martedì, 29 Settembre 2015 11:50
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