• giuseppe romanini
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Martedì, 15 Dicembre 2015 10:33

Il mio saluto al XIV Congresso del Fronte Polisario

Non posso essere con voi in questo XIV Congresso perché chiamato a partecipare al voto sui Giudici della Corte Costituzionale, voto che non si è concluso come auspicato, lunedì 14, e che quindi si protrarrà anche nei prossimi giorni.  E’ un impegno a cui non posso sottrarmi.

Sono rammaricato di non poter portare di persona il saluto del Partito Democratico e di non assistere alla vostra discussione. Dopo la terribile alluvione che ha colpito i campi, e che ha visto una larga mobilitazione oltre che il sostegno immediato e pronto del Governo guidato da Matteo Renzi,  mi dispiace non poter dare direttamente  a tutti voi il senso di vicinanza e solidarietà del mio partito, che ha con il popolo Saharawi una amicizia molto solida che dura da tempo, fondata su obiettivi condivisi.

Conosco il deserto dove siete costretti a vivere in esilio da quasi 40anni, le tende e case fatte di sabbia, i campi profughi. Dopo circa dieci anni dalla prima missione sono tornato a Tindouf , nel campo di Smara,  un anno fa con una rappresentanza del Gruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi di cui, in quanto deputato, faccio parte e ho verificato di persona l’aggravarsi delle vostre condizioni di vita.

Ne ho reso testimonianza di recente all’Onu dove sono intervenuto alla IV Commissione come petitioner,  in rappresentanza dell’Intergruppo parlamentare. Nella sede della comunità internazionale, ho testimoniato quanto la situazione sia divenuta più grave, la vita più precaria, i pericoli più acuti e sostenuto l’urgenza di fissare una data per lo svolgimento del referendum di autodeterminazione, impegno assunto nel 1991, e sostenuto da risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Nel pronunciare quel discorso, ho raccolto e fatto mia la mia voce delle tante associazioni, centinaia di enti locali, Province e Regioni, protagonisti dei progetti di cooperazione, iniziative di solidarietà e aiuto concreto ai Saharawi.

Un impegno che il Pd porta avanti nelle sedi politiche e istituzionali dove è presente con propri esponenti e rimarcato non più tardi dell’aprile dello scorso anno nella risoluzione votata all’unanimità al Senato e che impegna di nuovo il Governo italiano a favorire la ricerca di una soluzione negoziale, rispettosa del diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi e a favorire insieme ai partner europei per l'effettivo riconoscimento della libertà di accesso e circolazione nel Sahara occidentale. Alla Camera dei Deputati stiamo lavorando da tempo perché un testo analogo già depositato sia messo in discussione e approvato dal più alto numero di deputati possibile.

Ricordo anche l’atto più recente, della Regione Emilia Romagna, una risoluzione proposta dal Pd e anche questa votata all’unanimità, che impegna la Regione a favorire la ripresa dei negoziati e aumentare i fondi regionali per gli aiuti umanitari.

Da sottolineare anche gli accordi di collaborazione sottoscritti dal rappresentante del Fronte Polisario in Italia, Omar Mih, la cui positiva attività va senza dubbio rilevata, con tante amministrazioni locali guidate da sindaci del Pd, non ultima quella con la città di Ferrara.

Cito questi fra i tantissimi esempi di relazioni solidali in quanto sono una conferma dell’attenzione che l’Italia e il Pd hanno nei confronti del popolo Saharawi. Per questa ragione abbiamo salutato con grande favore la decisione dell'Alta Corte di Strasburgo, che di fatto raccoglie le istanze del Fronte Polisario sul pescato di cui è defraudato dal Marocco. Una notizia che ci è giunta nella Giornata mondiale per i Diritti umani, diritti che nel Sahara occidentale per il popolo Saharawi sono costantemente violati.

Siete una nazione giovane, democratica che rispetta le donne e la parità di genere, che combatte con le armi della diplomazia e del diritto internazionale. Siete amici e amiche, un grande esempio di libertà per tutti e ancor più forte in tempi come questi, in cui in Medio Oriente e in Nord Africa dilagano corruzione e terrorismo.

Vi lascio con l’auspicio che a breve possa realizzarsi la visita del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e che tale visita possa, così come il lavoro svolto dal suo inviato Christopher Ross, dare concretezza alle parole contenute nelle risoluzioni Onu non ultima quella  approvata dalla IV Commissione decolonizzazione e diritti umani che ribadisce la responsabilità delle Nazioni Unite nei confronti del popolo del Sahara occidentale, e la necessità di negoziati tra le due parti in conflitto per una soluzione giusta e duratura, garantendo il diritto del popolo Saharawi all'auto-determinazione. Vi abbraccio.

Ultima modifica il Martedì, 15 Dicembre 2015 10:42
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