• giuseppe romanini
  • giuseppe romanini
  • giuseppe romanini
Giovedì, 19 Novembre 2015 14:18

Biodiversità, l’Italia ha la sua legge

L’Italia ha la sua prima legge sulla biodiversità. Ci sono voluti più di due anni ma il risultato è di quelli che mettono un punto fermo importante. Le “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare” sono state approvate oggi dalla Camera dei Deputati, un voto unanime (428 voti a favore e 1 astenuto)  a sottolineare il lavoro corale di costruzione  compiuto dalla Commissione Agricoltura della Camera dove l’iter della legge ha avuto il suo inizio.

“La legge va nella giusta direzione, una strada indicata anche dalla Carta di Milano – commenta il deputato Giuseppe Romanini che di questa commissione è componente – migliora l’approccio ad un tema cruciale per il futuro, in particolare in un paese come il nostro che vanta uno dei più alti livelli di biodiversità, la fonte dei  nostri prodotti di eccellenza ma anche dei nostri paesaggi naturali. Si costruisce un sistema di tutela locale basato sugli agricoltori, che permetterà di rimettere a valore frutti antichi e razze estinte e attraverso tutto ciò accrescerà la  possibilità di reddito per loro”.

Il testo prevede l'istituzione di un sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare che viene perseguita anche attraverso la tutela del territorio rurale, contribuendo a limitare i fenomeni di spopolamento e a preservare il territorio da inquinamento e perdita del patrimonio genetico.

Al sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare e in particolare alla implementazione di dati e informazioni, debbono provvedere amministrazioni centrali, regionali e locali nonché gli enti e organismi pubblici interessati .

Diversi elementi concorrono alla costruzione del sistema. In primis l'Anagrafe nazionale della biodiversità agraria e alimentare, istituita presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (articolo 3), ove sono indicate tutte le risorse genetiche locali di origine vegetale, animale o microbica a rischio di estinzione o di erosione genetica. E’ in oltre costituita la Rete nazionale della biodiversità agraria e alimentare (articolo 4), coordinata dal Ministero delle politiche agricole, d'intesa con le regioni e le province. Sempre presso il Dicastero Agricolo sarà realizzato anche il Portale nazionale della biodiversità agraria e alimentare (articolo 5), che oltre a consentire la messa in comune delle informazioni, permetterà di creare banche dati interconnesse delle risorse genetiche locali individuate, caratterizzate e presenti sul territorio nazionale. Per garantire il coordinamento delle azioni tra i diversi livelli di governo (Stato, regioni e province autonome) sulla materia della tutela della biodiversità agraria e alimentare, viene poi istituito il Comitato permanente per la biodiversità agraria e alimentare (articolo 8).

 “I punti significativi sono molti – continua Romanini a partire dal fatto che la conservazione delle varietà locali non è realizzabile, se non nel bioterritorio, con le tecniche agronomiche dettate dalla tradizione rurale locale, in un rapporto strettissimo e di dipendenza reciproca, tra le banche del germoplasma) e gli coltivatori custodi.  Questa legge segue di pochi mesi quella dell’Agricoltura sociale e ritengo sia la giusta anticipazione di quella che stiamo già discutendo in commissione e che riguarda il consumo del suolo” .

Ultima modifica il Giovedì, 19 Novembre 2015 14:20
Joomla SEF URLs by Artio

Programma PD 2018