• giuseppe romanini
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Giovedì, 05 Novembre 2015 10:08

Salvaguardare il sistema San Quirico

“L’impegno per il settore dello zucchero continua in Parlamento”. Così l’on. Giuseppe Romanini a proposito dell’annosa questione delle risorse promesse e mai erogate  da parte dello Stato al settore bieticolo saccarifero.  L’emendamento alla legge di Stabilità, già stilato,  prevede un acconto significativo e in tre anni (2016-17-18) degli aiuti 2009 – 2010, mai corrisposti.

Confidiamo di ottenere un risultato positivo per garantire stabilità di bilancio alle imprese di trasformazione – dice RomaniniDopo le rassicurazioni del Ministro Martina, il gruppo Eridana Sadam ha sbloccato il pagamento degli acconti della campagna 2015 agli agricoltori e questo è un bene.  La conferma della diversa considerazione che questo governo ha rispetto al settore bieticolo saccarifero è d’altronde dimostrata dalla scelta di continuare ad assegnare in PAC un aiuto accoppiato di 17 milioni l’anno”.

Romanini non nasconde però che anche  un risultato positivo nella discussione sulla legge di stabilità relativamente alla questione acconti  non sarà sufficiente a superare le difficoltà di un comparto che ha in Italia rese agronomiche non paragonabili a quelle del centro e nord Europa.

Con la fine del regime delle quote – spiega – il settore è incredibilmente esposto alla concorrenza degli oligopoli  franco- tedeschi e alla contrazione di prezzo che lo zucchero ha subito in questi ultimi anni. E bisogna già guardare all’impostazione della campagna bieticola del 2016 per la quale sarà fondamentale la volontà dei soggetti coinvolti  di scommettere su una coltivazione che tanto ha influito sulla storia agricola del nostro territorio”.

“Si possono comprendere le titubanze degli agricoltori visti i ritardati dei pagamenti del prodotto nella campagna in corso, però la campagna 2015 di Eridania Sadam è stata una campagna su 7.000 ettari quando sarebbe stato necessario ve ne fossero 13.000 o almeno quei 10.000 indicati dall’industria come minimo quantitativo per mirare ad un pareggio. – dice Romanini.

Per il deputato di Parma che è anche membro della Commissione Agricoltura la soluzione è che ognuno faccia la sua parte: “il parlamento e il governo con il mantenimento degli impegni assunti, l’industria con investimenti in innovazione, le associazioni dei bieticoltori per assicurare al sistema di San Quirico un numero di contratti adeguato e significativamente maggiore di quelli stipulati per la campagna 2015”.

Parlo di sistema – conclude il deputato Pd - perché a San Quirico si tratta di un vero e proprio sistema agro-industriale che ha molteplici ricadute in termini di indotto e di produzioni collaterali come quelle dei lieviti che si alimentano del melasso prodotto in loco. Un sistema da salvaguardare assolutamente non solo per la storia gloriosa che lo ha generato ma perché è fondamentale volano economico per i territori della bassa rivierasca non solo parmense”.

Ultima modifica il Giovedì, 19 Novembre 2015 14:27
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